Lotta al traffico di migranti in Svizzera: tappe strategiche dal 2006

Le importanti novità in ambito legislativo elencate qui di seguito hanno contribuito negli ultimi anni a perfezionare le condizioni quadro per combattere il traffico di migranti.

  • Il 1° marzo 2006 è entrato in vigore l’Accordo di cooperazione fra la Svizzera e l’Ufficio europeo di polizia Europol. L’Accordo consente, fra l’altro, di scambiare a livello europeo informazioni strategiche e operative, come pure conoscenze specialistiche per combattere il traffico di migranti. Sotto la direzione di fedpol, la Svizzera prende parte regolarmente ad attività operative congiunte di Europol contro il traffico di migranti e la tratta di esseri umani che sono svolte parallelamente negli Stati partecipanti.

  • Il 26 novembre 2006 entra in vigore in Svizzera il Protocollo aggiuntivo della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale per combattere il traffico di migranti via terra, via mare e via aria.
  • La Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera (CCPCS) istituisce il gruppo di lavoro intercantonale sulla lotta alla tratta di esseri umani e al traffico di migranti che inizia la sua attività nell’estate 2007. Esso si riunisce una o due volte all’anno per elaborare metodi d’indagine validi per tutta la Svizzera, promuovere i contatti a livello operativo fra i corpi di polizia e intensificare lo scambio d’informazioni specifiche.
  • Il 1° gennaio 2008 entra in vigore la nuova legge federale sugli stranieri (LStr; RS 142.20) che inasprisce e completa le fattispecie penali correlate al traffico di migranti. Le disposizioni penali sancite dall’articolo 116 LStr mirano a combattere l’incitazione all’entrata, alla partenza o al soggiorno illegali. Il capoverso 1 descrive la fattispecie di base, il capoverso 2 la fattispecie privilegiata e il capoverso 3 la fattispecie qualificata. Si tratta di traffico di migranti qualificato se l’autore ha agito nell’intento di procurare a sé o ad altri un indebito arricchimento oppure ha agito per conto di un’associazione o un gruppo di persone costituitosi per commettere ripetutamente tali atti. La forma qualificata del traffico di migranti è punito con una pena detentiva fino a cinque anni e una pena pecuniaria massima di 500 000 franchi. L’articolo 116 capoverso 1 lettera abis LStr entrato in vigore nel gennaio 2011 consente di perseguire penalmente anche i trafficanti domiciliati in Svizzera che introducono nello spazio Schengen persone che non hanno mai varcato i confini svizzeri. Tale adeguamento si basa sulla direttiva europea 2002/90/CE, che definisce per gli Stati membri di Schengen la punibilità del favoreggiamento dell’ingresso, del transito e del soggiorno illegali . L’articolo 118 LStr inoltre punisce l’inganno nei confronti delle autorità per entrare, soggiornare o transitare illegalmente. Pure l’inganno nei confronti delle autorità esercitato a scopo di lucro, facilitando ad esempio un matrimonio d’interesse dietro compenso, è punito con una pena detentiva fino a cinque anni, poiché è considerato una fattispecie qualificata. Per perseguire le citate tipologie qualificate del traffico di migranti (art. 116 cpv. 3 e art. 118 cpv. 3 LStr), in virtù del Codice di procedura penale (CPP) è possibile disporre la sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni nonché un’inchiesta mascherata.
  • Dopo l’entrata in vigore, nel dicembre 2008, dell’Accordo di associazione a Schengen, la Svizzera è entrata a far parte dello spazio Schengen. L’adesione ha comportato modifiche importanti in materia di sicurezza, che riguardano direttamente la lotta contro la criminalità transfrontaliera e in particolare le attività criminali dei passatori. L’Accordo di associazione a Schengen implica infatti la soppressione dei controlli sistematici delle persone alle frontiere interne fra gli Stati Schengen. Forze d’intervento mobili sono invece autorizzate a eseguire controlli indipendenti da un sospetto o da un avvenimento nelle aree in prossimità delle frontiere interne. Sono state anche introdotte delle misure per perfezionare la cooperazione internazionale in materia giudiziaria e di polizia finalizzata alla lotta contro la criminalità. Si tratta di misure di sicurezza quali controlli più rigorosi alle frontiere esterne dello spazio Schengen (in Svizzera soltanto negli aeroporti) e una cooperazione transfrontaliera più intensa fra le forze di polizia, ad esempio mediante la banca dati europea di ricerca SIS o tramite il perfezionamento dell’assistenza giudiziaria.
  • Nel settembre 2009 la Svizzera e l’Unione europea firmano a Bruxelles un accordo aggiuntivo che disciplina le modalità della partecipazione svizzera all’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne (Frontex). La Svizzera partecipa al budget di Frontex con un contributo finanziario annuo e tiene a disposizione un pool nazionale che si compone di diversi specialisti diretto dal Comando del Corpo delle guardie di confine (Cgcf). Dal febbraio 2011 la Svizzera distacca speciali-sti alle frontiere esterne dello spazio Schengen nell’ambito di operazioni di Frontex e ac-coglie guardie di confine di altri Paesi sul proprio territorio.
  • Il 1° gennaio 2010 è entrata in vigore la legge federale sullo scambio di informazioni tra le autorità di perseguimento penale della Confederazione e quelle degli altri Stati Schengen. Con la legge s’intende agevolare e snellire lo scambio d’informazioni volto a prevenire e a perseguire i reati e quindi anche il traffico.
  • Nel giugno 2012 il Consiglio federale adotta il rapporto finale del gruppo strategico «Gestione integrata delle frontiere» (Integrated Border Management, strategia IBM). La stra-tegia offre alla Confederazione e ai Cantoni una base comune per combattere più efficacemente la migrazione illegale, il traffico di migranti esercitato a scopo di lucro e la criminalità transfrontaliera. Nel contempo contribuisce ad agevolare quanto più possibile le entrate legittime. Nel 2014 il Consiglio federale e la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) adottano il piano d’azione «Gestione integrata delle frontiere» (piano d’azione IBM) contenente 68 misure operative e strategiche. Alcune di queste misure mirano a potenziare la lotta al traffico di migranti.
  • Nel settembre 2015 è stata istituita a Chiasso l’unità speciale Gruppo interforze per la repressione dei passatori (GIRP) allo scopo di rafforzare il perseguimento penale di gruppi di passatori attivi a livello transfrontaliero. Il Cantone Ticino rappresenta una regione di transito importante per il traffico di migranti dall’Africa attraverso l’Italia verso il Nord Europa. Sotto la direzione della polizia cantonale ticinese, l’unità svolge indagini sulle reti dei passatori, analizza informazioni sulla migrazione irregolare, allestisce quadri della situazione, scambia informazioni con gli Stati limitrofi ed elabora strategie per contrastare la migrazione irregolare e il traffico di migranti, soprattutto lungo la rotta del Mediterraneo centrale.
  • La Svizzera, e più precisamente fedpol, è membro della rete Interpol Specialist Operational Network against Migrant Smuggling (ISON), istituita alla fine del 2015 per rafforzare la cooperazione delle autorità di perseguimento penale nella lotta al traffico di migranti. La rete è composta da esperti di numerosi Stati che partecipano a Interpol interessati dal traffico di migranti in quanto Paesi di origine, di transito e/o di destinazione. ISON si prefigge in particolare di incrementare lo scambio internazionale d’informazioni.
  • Dal febbraio 2016 è operativo il centro European Migrant Smuggling Centre (EMSC) istituito da Europol. Esso offre sostegno agli Stati membri dell’UE nonché agli Stati terzi quali la Svizzera nella lotta contro i gruppi criminali organizzati nell’ambito del traffico di migranti.
  • Presso l’Istituto svizzero di polizia ISP nel marzo 2017 si svolge per la prima volta una formazione concernente la lotta al traffico di migranti qualificato. Il corso articolato su più giorni è destinato a tutte le autorità coinvolte nella lotta al traffico di migranti quali i corpi cantonali di polizia, i pubblici ministeri, il Corpo delle guardie di confine e gli uffici della migrazione. In futuro, la formazione organizzata dalla polizia cantonale di Zurigo, dall’ISP e dall’Ufficio centrale di SCOTT verrà offerta regolarmente.

Factsheet

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 29.08.2017